{"id":1,"date":"2021-10-18T18:02:58","date_gmt":"2021-10-18T18:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/?page_id=1"},"modified":"2025-09-03T09:58:19","modified_gmt":"2025-09-03T09:58:19","slug":"i-p-a-b","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/?page_id=1","title":{"rendered":"I.P.A.B."},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La storia<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assistenza pubblica a favore delle fanciulle orfane e povere, promossa dalle autorit\u00e0 ecclesiastiche, a Partanna ha un solo nome, quello dei Renda, famiglia che si perpetuer\u00e0 poi nei vari rami degli Emanuele.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai Renda, infatti, si deve la fondazione della prima e della seconda \u201ccasa per orfane\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima \u201cCasa per Orfane\u201d<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dell\u2019esistenza a Partanna di una \u201cCasa per Orfane\u201d si ha notizia per la prima volta dalla \u201cRelazione ad limina\u201d del 1699 del vescovo di Mazara, mons. Bartolomeo Castelli, il quale annota: \u201cAdest domus orphanorum sub titulo Immaculatae Conceptionis, in qua vivant decem puellae ex aliquibus redditibus et elaemosynis\u201d. Il Varvaro (\u201cPartanna nella storia \u2026\u201d, pagg. 140-141) la dice fondata nel 1678 ad opera di D. Antonino Renda e sostenuta dai Giurati che, con atto del 17 sett. 1682, in not. Antonino Rallo, gli assegnano once 12 annuali.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cConservatorio\u201d, intitolato a \u201cMaria Immacolata\u201d, viene allocato inizialmente in un edificio di modeste proporzioni attiguo alla chiesa di S. Antonio Abate; ma il 17 ottobre 1688, con atto del not. Giuseppe Sardino, viene trasferito \u201calla Batiedda\u201d. La sua vita, per\u00f2, \u00e8 certamente grama e breve se, nel 1737, in occasione della fondazione del Collegio di Maria, il Principe pu\u00f2 utilizzare, previo ampliamento, quei locali \u201cun tempo Conservatorio d\u2019orfane\u201d, e fargli assegnare \u201cdalli Giurati quelli stessi proventi ed elemosine che prima si pagavano a detto Conservatorio\u201d (Sac. Mendolia, \u201cStoria \u2026\u201d)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Orfanotrofio Renda<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019erezione di un vero e proprio Orfanotrofio provvede nel 1783 un altro Renda, Don Pietro, mediante un \u201cOretenus\u201d affidato alla figlia D.na Girolama con testamento del 10 Marzo in not. Giuseppe Maria Pollaci. Don Pietro Renda Planeta, Segreto (Amministratore) del Principe Benedetto Grifeo, ha solo due figlie femmine, Girolama, rimasta nubile, e Dorotea, che, sposando D. Stanislao Emanuele, barone di S. Giuseppe, d\u00e0 origine alle famiglie degli Emanuele. Al lascito di Don Pietro si aggiunge, dieci\u00a0\u00a0anni dopo, quello del sac. don Felice Raccagna che, con testamento del 19 febbraio 1793 in not. Vincenzo Varvaro, istituisce proprietario dei suoi beni l\u2019Orfanotrofio \u201cper mantenervi donzelle orfane e povere\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passano, per\u00f2, circa trent\u2019anni prima che D.na Girolama possa vedere approvate con Real Dispaccio del 12 Aprile 1813 \u201cle istruzioni per il governo dell\u2019Istituto\u201d, le cui \u201ctavole\u201d di fondazione prevedono un\u2019Amministrazione composta da \u201cun capitano di giustizia, un giurato superiore ed un ecclesiastico della famiglia Emanuele\u2026\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa D.na Girolama, poi, con atto del 12 Marzo 1814 in not. Filippo Pollaci, assegna all\u2019orfanotrofio quattro legati di maritaggio, oltre a due per culto religioso, uno per messe e uno \u201cper festeggiamenti di Maria SS. Addolorata nella chiesa propria dell\u2019Istituto\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La prima sede<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sede originaria dell\u2019Orfanotrofio \u00e8 costituita dal complesso monumentale detto \u201cBatiedda\u201d, posto all\u2019angolo delle attuali vie Vespri e Libert\u00e0, composto da un grande caseggiato (ridotto a piazza dopo il terremoto del 1968) e dall\u2019annessa chiesa dell\u2019Addolorata. Una descrizione esatta dei luoghi viene fatta dal Sac. Mendolia (\u201co.c.\u201d) a proposito delle cisterne disseminate nel centro urbano. Egli ricorda che nell\u2019anno 1815 la zia, D.na Girolama Renda, \u201cin un brieve e compendiato recinto\u201d aveva fatto cavare la base d\u2019una nuova chiesetta e che ancor prima \u201cil sig. Don Pietro suo padre aveva cavato le fondamenta alle mura e stanze contigue alla detta chiesa\u201d. Tale circostanza \u00e8 avvalorata dalla coeva toponomastica cittadina, quale risulta dalla \u201cPianta topografica dell\u2019Urbano di Partanna, Fatta per la Rettifica del Catasto Fondiario affidata al Sig.r Controloro Don Giovanni Spicciati\u201d e redatta da \u201cFrancesco Fontana Architetto Agronomo\u201d il 31 maggio 1846, durante il Regno Borbonico. In tale documento, il sito in questione viene contrassegnato col nome di \u201cReclusorio delle Orfane\u201d e la via (oggi via Vespri) col titolo di \u201cStrada del Reclusorio delle Orfane\u201d. Una espressione che ritroviamo nella Relazione ad limina del 1820 di mons. Emanuele Custo, vescovo di Mazara, che registra a Partanna un \u201creclusorium pro puellis orphanis ex pia munificentia cuiusdam mulieris fundatum\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le leggi eversive messe in atto dai governi sabaudi, inevitabilmente provocano contraccolpi negativi anche nei confronti dell\u2019Orfanotrofio Renda. Fra gli altri provvedimenti, lo Stato prevede l\u2019incameramento dei legati di maritaggio, considerati di natura incerta, per indennizzare i \u201cdanneggiati di Palermo dalle truppe borboniche del 1860\u201d. L\u2019Orfanotrofio Renda, che, come qualsiasi Opera Pia, si regge sulle rendite provenienti dai lasciati di benefattori, corre il rischio di chiudere. Nel 1874 il debito nei confronti dello Stato ammonta a \u00a3 4.139,13. Si chiede e si ottiene una dilazione. Ma si stenta a far fronte alla quotidianit\u00e0. La situazione viene salvata grazie ad un sussidio di \u00a3 300 elargito dal Comune.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale operazione, per\u00f2, non \u00e8 senza conseguenze. Il consiglio Comunale approfitta della debolezza dell\u2019Amministrazione dell\u2019Ente per pretendere il monopolio del diritto di nomina dell\u2019Amministrazione, escludendo la rappresentanza ecclesiastica. Inizia cos\u00ec un braccio di ferro tra il Consiglio Comunale ed il Vescovo che si protrae per circa quarant\u2019anni. Il primo delibera ripetutamente l\u2019esclusione della rappresentanza vescovile. E ripetutamente l\u2019alto Prelato, ricorrendo alle autorit\u00e0 tutorie (Prefetto, Ministero degli Interni, Consiglio di Stato, Cons. Sup. per l\u2019Assist. e la Benef. Pubbl.), viene reintegrato nel suo diritto. Cos\u00ec, ad esempio, il 30\/11\/1894 il Consiglio, per bocca dell\u2019avv. Molinari, dichiara di ritenere \u201cassurdo che un ecclesiastico debba ingerirsi in una amministrazione civile\u201d e ne delibera l\u2019esclusione. Ma il 25 ottobre 1896, \u00e8 costretto a riconoscere che \u201cl\u2019Amministrazione di detto stabilimento \u00e8 cos\u00ec composto: un membro della famiglia Emanuele; un membro eletto dal Consiglio; un membro eletto dal Vescovo\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Orfanotrofi Riuniti Renda<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una qual certa tregua fra le parti contendenti si ha soltanto nel 1915, quando, grazie anche alle pressioni del Consiglio Superiore di Assistenza e Beneficenza Pubblica, si conclude il lungo e tormentato iter per la fusione tra l\u2019Orfanotrofio Renda ed il Collegio di Maria, iniziato nel 1910. Alla pacificazione avr\u00e0 contribuito certamente il fatto che nel 1909 l\u2019Orfanotrofio viene affidato alle cure delle Suore Missionarie di Maria Immacolata, assicurando cos\u00ec anche l\u2019educazione religiosa, per cui al Vescovo appare congrua la proposta del Consiglio Comunale di riunire in un unico ente l\u2019Orfanotrofio ed il Collegio. La nuova Amministrazione \u00e8 costituita da sette membri: cinque eletti dal Consiglio Comunale, fra cui un membro della famiglia Emanuele; uno eletto dal Vescovo e uno dal Principe Grifeo. In quella occasione, grazie allo stesso Consiglio Superiore A.B.P. che rigetta la proposta del Consiglio Comunale di intestare l\u2019Istituto alla \u201cRegina d\u2019Italia\u201d, viene conservato il nome di \u201cRenda\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I locali degli Orfanotrofi Riuniti<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo Istituto, che prende il nome di \u201cOrfanotrofi Riuniti Renda\u201d, viene allocato nei locali del Collegio, mentre i locali della \u201cBatiella\u201d vengono ceduti in affitto al Comune ed adibiti a scuola elementare femminile. Nel 1919, il Consiglio Comunale, su proposta del cons. avv. Pietro Molinari, per motivi non del tutto chiari, delibera la \u201cpermuta del fabbricato di S. Benedetto con quelli degli Orfanotrofi Riuniti Renda\u201d, deliberando di cedere \u201cin propriet\u00e0 all\u2019Amministrazione degli Orfanotrofi Riuniti Renda il fabbricato dell\u2019ex. Monastero di S .Benedetto di propriet\u00e0 del Comune\u201d in cambio del \u201cfabbricato dell\u2019ex Orfanotrofio Renda e la chiesa annessa, nonch\u00e9 il fabbricato dell\u2019ex Collegio di Maria con l\u2019annessa chiesa\u201d. (Votano contro il sindaco, dr. G.ppe Cottone, e il sig. Calandra(?). Ma poi non se ne fa niente; e l\u2019Orfanotrofio continuer\u00e0 ad essere allocato nei locali del Collegio, dove vengono anche accolte, oltre alle \u201ccollegine, le converse, le donne della vecchia famiglia, preposte all\u2019educazione e sorveglianza delle ricoverate degli enti raggruppati\u201d, cui vengono riconosciuti \u201cuguali diritti come per il passato\u201d. Il complesso della Badiella, invece, viene alienato, giusta atto dell\u2019Amministrazione degli Orfanotrofi Riuniti del 2\/2\/1924, e acquisito dal comune, con Del. Cons. n. 129 del 7\/12\/1926, \u201cad enfiteusi perpetua mediante il pagamento di un canone annuo di \u00a3 6.000\u201d, per essere definitivamente adibito a scuole elementari femminili.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il nuovo corso dell\u2019Orfanotrofio<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una novit\u00e0 del nuovo Statuto riguarda l\u2019istituzione di un \u201cComitato di Patronato per le alunne\u201d con lo scopo di \u201cdare ad esse appoggio di autorit\u00e0, di consiglio e di protezione\u201d (non disdegnando, per\u00f2, anche di ricercare forme varie di sostegno economico, quali sottoscrizioni e lotterie). Esso \u00e8 \u201ccostituito da dieci Signore designate ogni due anni dal Consiglio Comunale\u201d, per cui la sua configurazione sociale finisce col riflettere la geografia politica prevalente nel tempo. Nessun problema particolare viene segnalato durante il ventennio fascista: i vari podest\u00e0 guardano con attenzione alla pia opera intervenendo secondo le\u00a0\u00a0possibilit\u00e0 del Comune. Come quando, il 16\/3\/1933, il Commissario, cav. Salvatore Stalteri, delibera la \u201cCessione gratuita all\u2019Orf. Renda di sette travi di cipresso abbattuti nell\u2019ultimo ciclone nel Cimitero per essere impiegati in lavori di restauro dei locali del pio Istituto\u201d; o come quando il 5\/12\/1935, il Commissario Prefettizio, Giuseppe Iemmola, delibera un \u201cContributo di \u00a3 600 per la cura di 9 orfanelle affette da malattia del cuoio capelluto\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Casa dei Fanciulli Renda-Ferrari<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il terremoto del 1968, infine, l\u2019Orfanotrofio cambia ancora pelle. Circa trent\u2019anni prima, con R. D. 14\/6\/1934, n. 1215, a Partanna era stato istituito un Orfanotrofio Maschile, grazie ad un lascito del sac. Filippo Ferrari \u201ccol legato netto di \u00a3 110.000 per mantenere una suora, una servente e tre orfanelli\u201d(dallo Statuto), cui si aggiungeranno ben presto vari altri interventi, quale quello di un partannese residente a Milano, il Gr. Uff. Francesco Biondo, che si era fatto carico della retta di tre orfani, e quello dello Stato che si impegnava ad assistere un figlio di carcerato. Il pio istituto era gestito dalle Suore del Boccone del Povero e allocato nel Monastero di S. Benedetto. Con D.P.R. 20\/12\/1973, pubblicato sulla G.U.R. n. 120 del 9\/5\/1974, al fine di fortificare il patrimonio dei due Enti, l\u2019Orfanotrofio Ferrari viene aggregato all\u2019Orfanotrofio Renda, dando cos\u00ec origine alla \u201cCasa dei Fanciulli Renda-Ferrari\u201d, tenuta dalle Suore Missionarie di Padre Bianchi. Purtroppo, per\u00f2, tale fusione resta solo sulla carta: il ramo maschile, infatti, non entrer\u00e0 mai in funzione.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">P.S.- Sento il dovere di ringraziare l\u2019avv. Francesco Emanuele Calandra, i cui \u201cappunti\u201d sono valsi anche come \u201dtessere\u201d per il completamento del \u201cmosaico\u201d.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia L\u2019assistenza pubblica a favore delle fanciulle orfane e povere, promossa dalle autorit\u00e0 ecclesiastiche, a Partanna ha un solo nome, quello dei Renda, famiglia che si perpetuer\u00e0 poi nei vari rami degli Emanuele.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-nosidebar.php","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":832,"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1\/revisions\/832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ipabrendaferrari.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}